Antiche leggende narrano che, decine di migliaia di anni fa, una tremenda carestia seguita da un'epidemia sconvolse gran parte delle terre emerse, mettendo in ginocchio anche popolazioni come quelle degli Elfi e dei Draghi. Tuttavia, in mezzo a quel disastro, solo una terra si salvò, forse grazie al suo isolamento dalle altre terre, forse per la maggiore fertilità delle terre: il Foher. E fu proprio qui, in questo continente dimenticato da tutto e da tutti, che Elfi e Draghi approdarono, giungendo dalle isole a sud del continente.
Sebbene inizialmente la convivenza tra le due razze fosse risultata difficile, quando si trattò di dover attraversare lo sterminato deserto che lambiva le coste su cui erano approdati, Draghi ed Elfi decisero di collaborare, dando inizio ad un'alleanza che sarebbe durata millenni.
Oltrepassato il deserto, gli Elfi inizialmente si stanziarono nelle fertili pianure orientali, dove vissero in pace per alcuni secoli, per poi spostarsi progressivamente verso ovest, spinti dall'incalzante crescita degli insediamenti delle altre razze che, come loro, s'erano trasferite nel Foher. In particolare, a costringere gli Elfi verso le foreste occidentali erano stati gli Umani, arrivati per ultimi, e moltiplicatisi sino ad obbligare tutte le altre creature ad abbandonare i loro territori. Da allora nacque una secolare guerra tra Elfi ed Umani, terminata solo grazie all'intervento dei Draghi.
Per i successivi duemila anni il Foher visse in un continuo stato di pace armata, che ogni tanto sfociava in qualche scaramuccia ai confini, per poi tornare nuovamente alla situazione precedente.
Intanto, gli Elfi, definitivamente trasferitisi nel cuore delle foreste occidentali, dove avevano fondato la loro capitale, Iridian, avevano scoperto ai margini della foresta un grande giacimento di un minerale sconosciuto, dalla forma simile a quella di un diamante, ma di colore nero, capace di aumentare a dismisura gli effetti di ogni genere di magie ed incantesimi od ogni altra forma d'energia, che chiamarono zeraffite.
Per alcuni anni gli Elfi sfruttarono la miniera, ma lentamente il loro segreto si diffuse fra le altre razze, che mossero loro guerra, desiderosi d'impossessarsi del prezioso minerale.
Un'altra guerra scoppiò tra le razze che abitavano il Foher, ed ancora una volta furono i Draghi a porre fine al conflitto, ponendo sotto il loro controllo la miniera di zeraffite e preoccupandosi di distribuire annualmente ad ogni razza una quantità di zeraffite sufficiente al proprio sostentamento.
Tuttavia, le potenzialità del diamante nero continuavano a far gola a molti, tant'è che, dopo duemila anni, i Troll, gli Orchi, i Goblin e gli Uomini Bestia decisero di unirsi nell'Oscura Alleanza, con l'obiettivo di muovere guerra ai Draghi ed impadronirsi della miniera. Le altre razze non rimasero ovviamente a guardare, e si organizzarono nella cosiddetta Unione della Luce. E sebbene fingesse di voler proteggere i Draghi, anche l'Unione mirava segretamente ad impadronirsi della zeraffite.
La guerra durò cent'anni, durante i quali nessuna delle due parti riuscì a prevalere sull'altra. Stanchi dei continui conflitti causati dalla sete di potere, i Draghi decisero di comune accordo di distruggere la miniera e trasferirsi sulle gelide vette del Pahorhen. Pochi mesi più tardi, la guerra cessò, e finalmente nel Foher tornò la pace.
Ciononostante, in alcune frange dell'Alleanza serpeggiava la convinzione che esistesse un secondo giacimento di zeraffite, nascosto da qualche parte nel continente. Convinzione che trovò conferma un millennio dopo il termine della guerra, quando alcune spie Goblin, spintesi sulle Cime di Pahorhen, dissero di aver visto i Draghi proteggere l'ingresso di un'enorme miniera, e che gli Unkes che li accompagnavano avevano a lungo ululato.
Ben presto la notizia si diffuse, ed i Goblin decisero di riunire l'Alleanza al fine di riunire gli eserciti e muovere verso nord. Anche l'Unione venne a conoscenza dell'esistenza della seconda miniera e decise quindi di organizzare a sua volta un vastissimo esercito in difesa dei Draghi, nel tentativo di riparare agli errori del passato.
Per oltre un decennio Alleanza ed Unione tornarono a combattersi, ed in più di una battaglia si distinse la figura di un comandante, un Umano cresciuto dagli Elfi, che grazie al suo eroismo riuscì a far guadagnare all'Unione delle importanti vittorie. La guerra si concluse con la battaglia di Parros, vinta, dopo tre giorni di ininterrotti combattimenti con copiose perdite da entrambe le parti, grazie ad un manipolo di soldati, comandati dall'ormai leggendario Namos, l'Umano figlio degli Elfi.
Dopo la pesante sconfitta, l'Alleanza si ritirò oltre il Deserto dello Jievrob, allo scopo di riorganizzare gli eserciti ed attaccare nuovamente.
Anche l'Unione approfittò della pace temporanea per rimpolpare le proprie fila, costruendo una propria roccaforte, battezzata Dragon's Gate, all'interno della città fortificata umana di Vartis, ponendovi a capo proprio il comandante Namos.